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titolo 2017-04-16 - Santa Pasqua 2017: Ognuno di noi, in Cristo, è il figlio eternamente amato dal Padre.

Volto di Gesù dietro una grataSe la fede non diventa cultura, non serve, non è efficace. L’intimismo religioso e lo spiritualismo, non sono da elogiare o incoraggiare. Occorre invece pregare, studiare, applicare: solo in questo modo la fede diventa feconda e può pervadere la società e i settori dell’economia, della scienza, della politica, portando nel mondo la novità rivoluzionaria e salvifica del Vangelo, che non è un libro o un concetto, ma una persona, un nome, Gesù di Nazareth. Alla donna va il compito di testimoniare Gesù nel mondo secondo le peculiarità che le sono proprie e che S. Giovanni Paolo II, nella Mulieris Dignitatem, chiamava il “genio femminile”: la custodia e la difesa della vita, l’accoglienza dell’altro, il prendersi cura, l’attenzione alla persona.

E’ questo in sintesi il messaggio conclusivo che S.E. Mons. Guglielmo Borghetti, Vescovo di Imperia-Albenga, ha lasciato lo scorso 8 Aprile alle partecipanti del decimo ciclo di incontri di formazione sulla donna, (IO DONNA SECONDO DIO. Ad amare si impara. Dalle emozioni alle scelte di vita) organizzati dalle Suore Clarisse della SS. Annunziata a Diano Castello. Parole che hanno fatto riflettere, stimolando domande e rinnovata volontà di impegnarsi nel proprio contesto famigliare e lavorativo con strumenti culturali adeguati alle sfide educative del nostro tempo.

Ci sono sentieri che non sono battuti di frequente – ha esordito Mons. Borghetti - e fra questi proprio quello dell’incarnazione del Verbo di Dio, seconda Persona della Trinità, nel grembo di una Vergine: l’eterno Figlio del Padre entra nella storia per opera dello Spirito Santo, con la collaborazione di una giovane donna, Maria, la cui verginità diventa quindi feconda.  Senza perdere la sua natura divina, Gesù assume la natura umana da Maria e, dopo l’Ascensione di Gesù al cielo, Gesù ritorna in seno alla Trinità con quell’umanità che prima dell’incarnazione non aveva. Con l’incarnazione del Figlio di Dio, quindi, ognuno di noi, dal concepimento fino alla morte, è presente nel seno della Trinità Santissima e vive in Cristo all’interno del mistero trinitario.

Nella storia della salvezza il ruolo della donna è determinante – ha quindi sottolineato il Vescovo: Dio poteva scegliere diversamente, ma ha scelto la Madonna per darci nel corpo Suo Figlio Gesù e, dal momento che tale scelta è stata fatta, la Madonna diventa necessaria per la salvezza del mondo e di ciascuno di noi.

Entrando nel vivo del tema trattato, “Il Vangelo: scuola d’amore”, Mons. Borghetti ripete che tutta la persona di Gesù, tutta la sua vita, costituisce la “Buona Novella”. Gesù ci presenta uno stile di vita, ci indica come si sta al mondo, come si affronta la realtà: Gesù è la concretizzazione di ciò che predica, non è solo un maestro, al modo dei maestri greci (socratici, stoici, paripatetici). Da un punto di vista teologico, nel mistero trinitario, che è mistero di Amore assoluto, dove ogni Persona è in relazione all’altra, il Padre è l'amante, Gesù è l'amato e lo Spirito Santo è l'amore tra il Padre e il Figlio (De Trinitate, S. Agostino). Questo mistero della Trinità non è solo una verità teologica, ma è il fondamento ultimo di ogni esistenza, perchè l’Amore è il principio di ogni REALTA’! E non esiste qualcosa al di fuori dell’Amore, se non il contraddirlo, il rifiutarlo, il combatterlo, cioè il peccato.

Gesù, espressione vivente del Vangelo, è impastato di amore. In CRISTO l’Amore assoluto, invisibile, intoccabile è stato manifestato, assumendo la nostra stessa natura umana: quindi, ciascuno di noi, in Dio, partecipa al Suo essere “l’Amato”. E’ questa la prima vera PRESA DI COSCIENZA di cosa significhi ESSERE CRISTIANI! Ognuno di noi, inserito in Cristo, è visto dal Padre come il Figlio Eterno, l’eternamente Amato!  Dopo l’incarnazione ognuno di noi è l’Amato eterno di Dio!  (Giov, 1^ lettera, 4,7) …”Carissimi amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio; chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.. In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati...”

L’esperienza religiosa, compiere cioè degli atti per piacere a Dio, è una esperienza antropologica che esiste da sempre. Ma la novità del Vangelo ci dice che noi non possiamo amare Dio da soli o per primi, non possiamo accedere a Dio e piacerGli (questo è il paganesimo). Con Gesù prendiamo atto che è Dio ad averci amati per primo:  il Suo amore quindi ci precede, dobbiamo lasciarci amare da Lui. Annunciare Cristo significa proprio questo: annunciare che il Padre, in Cristo, ci ama infinitamente!

Alla luce del Vangelo, tutta la vita di Cristo è una “epifania”, una rivelazione dell’amore infinito di Dio per noi. Anche gli eventi che la Chiesa celebra nel Triduo Pasquale, dall’ultima cena al tradimento di Giuda, dal processo subito da Gesù nel Sinedrio fino alla flagellazione, al Calvario,  alla Crocifissione e alla Resurrezione, vanno visti e meditati come EPIFANIA, piena rivelazione e manifestazione del fatto che DIO CI AMA SUL SERIO.

Gesù ha vissuto tutte le sfumature della vita umana, ha fatto esperienza di tutte le condizioni della vita umana, tranne che per il peccato, per non lasciarci mai soli, per darci la possibilità di rivolgerci e di affidarci a Lui in ogni circostanza. Gesù ha persino ABITATO LA MORTE, l’ha fatta Sua, perché anche lì noi potessimo incontrarLo e sentirci dire dal Signore: “Dài, su, veniamo fuori!”. Guardando al Signore Gesù, Via, Verità e Vita, comprendiamo in definititiva come dobbiamo vivere, e come dobbiamo morire, per entrare nella vita eterna che il Padre ha riservato a coloro che accolgono Suo Figlio.

La fede deve diventare cultura” – ha concluso Mons. Borghetti rispondendo ad alcune domande delle partecipanti sulle sfide educative del nostro tempo, che non riguardano solo i bambini e gli adolescenti, ma spesso anche gli adulti. E' necessario vivere un cristianesimo incarnato, che dia senso a tutto il nostro esistere e che, grazie ad un impegno di formazione continua,  sappia incidere nella società e nelle sue dinamiche sociali, culturali, economiche e politiche del nostro tempo.  Il ruolo della donna, all’interno di questo percorso di libertà e di verità, è prezioso ed insostituibile.

Con le sue peculiarità, infatti, la donna custodisce e promuove la vita in ogni sua fase,  ha una innata percezione della sacralità della vita, ha una particolare propensione a prendersi cura della persona e all'accoglienza e all’accettazione dell'altro.

di Stefania Venturino

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